Quando si usa un apparecchio acustico ogni giorno, la qualità dell’esperienza non dipende soltanto dal dispositivo indossato. Conta anche quanto sia semplice capire cosa sta succedendo, modificare il volume senza esitazioni e controllare il proprio udito senza trasformare ogni regolazione in una visita tecnica. È proprio in questo spazio che ho provato myAudioNova, un’applicazione gratuita di medicina sviluppata da Sonova AG.
La sua idea è concreta: portare sul telefono alcuni comandi e controlli legati agli apparecchi acustici. Non l’ho percepita come un’app pensata per sostituire un professionista, ma come uno strumento quotidiano per chi vuole avere più autonomia nelle piccole regolazioni. La valutazione media è di 3,7 su 5, con una base ancora contenuta di utenti, mentre le installazioni hanno superato quota 10 mila. Sono numeri che suggeriscono una presenza reale, ma non ancora una diffusione tale da far pensare a un’esperienza identica per ogni modello o situazione.
Un’interfaccia pensata per arrivare rapidamente alle funzioni principali
La prima cosa che apprezzo in un’app di questo tipo è la distanza tra l’apertura e l’azione che serve davvero. Se sono in una stanza rumorosa, non voglio cercare a lungo un menu nascosto per modificare il volume. Se sto verificando il mio udito, voglio capire subito dove iniziare e cosa mi viene chiesto. myAudioNova punta proprio su questo rapporto diretto tra bisogno e comando.
La navigazione risulta più utile quando la si affronta con un obiettivo preciso: regolare il volume, controllare l’apparecchio oppure avviare il test dell’udito. Invece di considerarla un’app da esplorare senza fretta, io la vedo come un pannello di controllo da aprire in momenti specifici. Questa distinzione è importante per le persone che si stancano davanti a schermate dense o che preferiscono pochi passaggi chiari.
La leggibilità, però, non dipende soltanto dalla presenza di pulsanti comprensibili. Dipende anche dal contrasto dello schermo, dalle dimensioni del testo del telefono e dalla capacità di riconoscere visivamente lo stato di un comando. Per chi ha difficoltà a distinguere elementi piccoli, il telefono può diventare il vero limite, non necessariamente l’app. Per questo consiglio di configurare prima le impostazioni di visualizzazione del dispositivo, aumentando il testo se necessario, e di fare le prime prove in un ambiente tranquillo.
Un aspetto pratico è che le regolazioni possono essere fatte senza dover spiegare ogni volta il problema a qualcuno. Una persona anziana che riceve aiuto da un familiare, per esempio, può usare il telefono insieme a quella persona durante i primi tentativi e poi ripetere la procedura da sola. Questo non significa che l’interfaccia sia automaticamente facile per tutti: significa che il suo valore cresce quando il percorso viene imparato una volta e poi riutilizzato.
Il vantaggio di un controllo visibile
Con i comandi fisici dell’apparecchio acustico, il feedback può essere meno immediato. Un pulsante piccolo può essere difficile da trovare, soprattutto con dita poco precise, tremori o sensibilità ridotta al tatto. Lo schermo del telefono offre invece un punto di riferimento più grande e riconoscibile. Non è una soluzione universale, ma per molte persone il gesto di toccare un controllo sul display può essere più semplice che manipolare direttamente il dispositivo sull’orecchio.
Il compromesso è evidente: bisogna avere il telefono a portata di mano, sbloccarlo e guardarlo. Se preferisci regolare tutto senza tirare fuori lo smartphone, il comando sul dispositivo resta più rapido. Io considero quindi myAudioNova particolarmente utile a casa, al lavoro o in luoghi dove il telefono è già sul tavolo, meno comoda quando si cammina o si hanno entrambe le mani occupate.
Vista, udito e precisione dei gesti: dove l’app aiuta davvero
Un’app collegata all’ascolto deve essere valutata anche da chi vive difficoltà diverse dalla semplice perdita uditiva. La possibilità di modificare il volume dal telefono può ridurre la necessità di toccare piccoli componenti. Questo è un vantaggio concreto per chi ha poca sensibilità alle dita, rigidità articolare o difficoltà a localizzare un pulsante sul dispositivo.
D’altra parte, il controllo tramite schermo richiede una certa precisione. Toccare l’elemento sbagliato, non vedere bene l’indicatore o non capire se il comando è stato recepito può creare frustrazione. Io farei la prima configurazione con calma, seduto, senza rumore intorno e con l’apparecchio già indossato nel modo abituale. In questo modo è più facile associare ciò che si vede sul display a ciò che si sente.
Il test dell’udito merita una considerazione separata. È comodo poter fare una verifica usando il telefono, soprattutto se ci si accorge di un cambiamento mentre si è lontani dal centro acustico. Tuttavia, non lo tratterei come una diagnosi completa né come un motivo per modificare autonomamente una terapia o ignorare sintomi nuovi. Se noto un peggioramento improvviso, dolore, vertigini o una differenza marcata tra le due orecchie, preferisco rivolgermi a un professionista.
Il valore del test, per me, sta soprattutto nell’orientamento. Può aiutare a capire quando è il caso di prestare più attenzione all’ascolto quotidiano e di chiedere un controllo. È anche utile per chi tende a rimandare ogni verifica perché la procedura tradizionale richiede un appuntamento. L’app riduce quella prima barriera, ma non elimina la necessità di un esame professionale quando la situazione lo richiede.
Un piccolo metodo per evitare regolazioni confuse
Il modo più efficace di usare myAudioNova non è cambiare continuamente il volume finché qualcosa sembra appena migliore. Io partirei da un livello abituale, ascolterei una voce per alcuni secondi e poi farei una sola modifica alla volta. Dopo aver atteso un momento, valuterei se il parlato è più chiaro o soltanto più forte. Questa differenza è fondamentale: aumentare il volume non risolve sempre il rumore e può rendere l’ascolto più affaticante.
Un secondo accorgimento è ricordare in quale ambiente è stata fatta la regolazione. Una scelta confortevole in casa può risultare eccessiva in un ristorante, mentre un livello adatto all’esterno può sembrare debole durante una conversazione tranquilla. Annotare mentalmente il contesto aiuta a non attribuire all’app un problema che in realtà dipende dall’ambiente.
Questo è uno dei punti in cui l’app può sostenere l’autonomia senza promettere una personalizzazione perfetta. Il telefono rende il comando più accessibile, ma la decisione resta dell’utente. Chi cerca un sistema che riconosca automaticamente ogni situazione o che sostituisca completamente la regolazione specialistica potrebbe rimanere deluso.
Situazioni quotidiane in cui myAudioNova ha più senso
Immagino una scena comune: sono a casa con un familiare, poi passo a una videochiamata e infine esco per fare una commissione. In ciascun momento il modo in cui percepisco le voci può cambiare. Avere sul telefono uno strumento dedicato mi permette di intervenire senza cercare il piccolo comando dell’apparecchio e senza interrompere troppo la conversazione. Non è una rivoluzione, ma è il tipo di comodità che si nota dopo diversi giorni di utilizzo.
Un altro scenario riguarda chi vive da solo. Se l’apparecchio sembra meno efficace del solito, posso controllare il mio udito in un momento scelto da me e usare il risultato come spunto per decidere il passo successivo. Il vantaggio non è soltanto tecnico: è psicologico. Sapere di poter fare una prima verifica può ridurre la sensazione di dipendere sempre da qualcuno per ogni dubbio.
Per un familiare o un assistente, l’app può diventare uno strumento di supporto durante l’apprendimento. Invece di intervenire direttamente sull’orecchio della persona, si può mostrare la procedura sul telefono e lasciare che sia l’utilizzatore a compiere il gesto. Questo approccio rispetta maggiormente l’autonomia, anche se funziona soltanto quando la persona riesce a vedere lo schermo, comprendere le istruzioni e usare il dispositivo mobile.
In ambienti rumorosi, invece, bisogna essere realistici. Il controllo del volume può aiutare a reagire, ma non trasforma un ristorante affollato in una stanza silenziosa. Se il problema principale è distinguere le parole dal rumore di fondo, la regolazione potrebbe offrire un sollievo parziale. In questi casi, la posizione rispetto a chi parla, una buona illuminazione per leggere il labiale e la scelta di un posto meno rumoroso possono contare quanto il comando nell’app.
Durante una passeggiata o mentre si trasportano borse, l’utilità dipende dalla disponibilità del telefono e dalla sicurezza. Io eviterei di fissarmi sul display mentre attraverso una strada o mi muovo in luoghi affollati. L’accessibilità non significa soltanto poter usare una funzione: significa poterla usare senza creare un nuovo rischio o una nuova difficoltà.
Quando un’alternativa tradizionale può essere migliore
Se hai bisogno di una regolazione immediata con il minimo numero di passaggi, il pulsante fisico dell’apparecchio può restare la scelta più pratica. Se invece cerchi una valutazione completa dell’udito, un controllo in presenza offre una lettura più ampia e la possibilità di discutere i risultati con una persona competente. myAudioNova è più adatta a colmare lo spazio tra questi due estremi: il piccolo intervento quotidiano e la verifica iniziale.
La differenza rispetto a un’app generica per il volume del telefono è altrettanto importante. Un controllo audio di sistema modifica l’audio che esce dallo smartphone, mentre qui l’interesse è legato all’uso degli apparecchi acustici e al relativo controllo. Per questo non la installerei aspettandomi di migliorare automaticamente l’audio di cuffie o altoparlanti. La sua utilità dipende dal contesto per cui è stata progettata.
Prima di affidarti davvero all’app, controllerei anche la compatibilità pratica con il tuo apparecchio e con il telefono. La versione attuale è la 4.5.0 e richiede almeno iOS o Android 11. Questo requisito rende l’app adatta a dispositivi non troppo datati, ma può escludere chi utilizza ancora uno smartphone precedente. Se il telefono non può essere aggiornato, non basta che l’app sia gratuita: serve un dispositivo compatibile.
Le barriere che restano e che non ignorerei
La prima barriera è la dipendenza dallo smartphone. Chi non ama usare il telefono, chi dimentica spesso dove lo ha lasciato o chi ha difficoltà a leggere il display potrebbe preferire un controllo fisico o l’aiuto di un familiare. L’app può rendere più semplice una procedura, ma aggiunge comunque un dispositivo da caricare, sbloccare e tenere aggiornato.
La seconda riguarda la comprensione dei risultati. Un test dell’udito può sembrare autorevole proprio perché appare sullo schermo, ma una schermata non sostituisce l’interpretazione clinica. Io userei il risultato come indicazione per osservare meglio la situazione, non come certificazione del proprio stato uditivo. Questa prudenza è particolarmente importante per chi tende a minimizzare sintomi persistenti o, al contrario, si allarma per una variazione occasionale.
La terza barriera è sensoriale. Un’app per il controllo degli apparecchi acustici si rivolge naturalmente a persone che possono avere difficoltà visive, uditive o motorie, ma non tutte queste esigenze vengono risolte da un’interfaccia mobile. Chi non vede bene il display può avere bisogno di ingrandimento; chi fatica a distinguere i colori può trovare poco chiari alcuni indicatori; chi ha problemi di destrezza può incontrare difficoltà nei tocchi precisi. Per questo farei una prova personale, senza dare per scontato che un’app dedicata sia automaticamente inclusiva per ogni capacità.
Un’ulteriore difficoltà può emergere quando si deve spiegare l’app a una persona che non ha familiarità con la tecnologia. In quel caso, la procedura migliore è preparare una routine semplice: aprire l’app, raggiungere il controllo necessario, fare una sola modifica e verificare l’ascolto. Troppe prove consecutive possono confondere e rendere difficile capire quale cambiamento abbia prodotto quale effetto.
Anche la valutazione ancora limitata degli utenti invita a mantenere aspettative equilibrate. Il punteggio medio di 3,7 mostra un’esperienza non uniforme: per alcuni può essere utile, per altri meno immediata o meno adatta al proprio dispositivo. Io non la sceglierei soltanto perché è gratuita o perché appartiene alla categoria della medicina. La sceglierei se possiedo un apparecchio compatibile, uso già lo smartphone con una certa sicurezza e voglio gestire più autonomamente le regolazioni quotidiane.
Il mio giudizio sull’accesso per persone e contesti diversi
myAudioNova mi sembra più convincente quando viene usata come strumento di autonomia graduale. Non elimina il bisogno di supporto professionale e non rende ogni ambiente facile da ascoltare, ma può spostare alcune operazioni dalle mani di un tecnico o di un familiare a quelle dell’utente. Questo passaggio è prezioso soprattutto per chi vuole sentirsi più indipendente nelle situazioni normali.
La considero una buona candidata per chi ha difficoltà a usare i piccoli comandi dell’apparecchio, per chi desidera controllare il volume dal telefono e per chi vuole una prima verifica dell’udito senza iniziare subito da una procedura più impegnativa. La vedo meno indicata per chi cerca una diagnosi, per chi non può usare un dispositivo con almeno iOS o Android 11 o per chi ha bisogno di comandi completamente indipendenti dallo schermo.
Il mio consiglio è iniziare con una prova accompagnata, in condizioni tranquille, e stabilire una regola semplice: una modifica alla volta, ascolto attento e ricorso a un professionista se il problema persiste o compare un sintomo insolito. In questo modo l’app diventa un aiuto concreto, non una fonte di regolazioni casuali.
È disponibile gratuitamente, ha classificazione PEGI 3 ed è stata pubblicata il 5 ottobre 2023. Questi elementi la rendono facile da prendere in considerazione per un pubblico ampio, ma la vera domanda non è soltanto se si possa installare. La domanda è se il telefono rappresenti, per te, il modo più chiaro e gestibile di interagire con il tuo apparecchio acustico.
In conclusione, io la consiglierei a chi vuole un controllo più visibile e flessibile nella vita di tutti i giorni, mantenendo però un atteggiamento realistico sui suoi limiti. Il suo punto forte è trasformare alcune regolazioni delicate in una procedura più autonoma e comprensibile; il suo punto debole è che questa autonomia dipende ancora dalla vista, dalla precisione dei gesti, dalla compatibilità del dispositivo e dalla capacità di interpretare correttamente ciò che si sente. Per l’uso quotidiano può essere una compagna utile, mentre per i problemi complessi l’alternativa migliore resta il supporto di un professionista dell’udito.











